• Individualismo e desiderio di legami

LA VITA UMANA TRA NATURA E CULTURA

Il tema della vita umana degna di essere vissuta occupa la discussione pubblica da qualche tempo anche in Italia: alcuni casi di morte procurata per porre fine a sofferenze ritenute insopportabili, il dibattito parlamentare sulla legge per il suicidio assistito, alcuni orientamenti di pensiero che premono perché si riconosca legalmente l’eutanasia, provocano a pensare con quali criteri si debba valutare una vita umana degna. Nella questione sono implicati problemi di carattere metodologico (come si riesce a stabilire quando la vita umana vada comunque custodita?), antropologico (fino a quando la vita umana può essere detta “umana”?), etico (fino a che punto è eticamente lecito intervenire sulla vita umana?), giuridico (chi stabilisce i “limiti” di intervento sulla vita umana? Il diritto della singola persona ad avere una vita umana “degna” corrisponde alla misura stabilita dai singoli o si deve/può immaginare che ci sia un “limite” a questa misura? E qual è? In gioco è il rapporto tra antropologia, etica e diritto/legge), politico (il legislatore che funzione svolge in rapporto alla vita umana e alla sua custodia?). Si tratta di una selva di problemi che si pongono nell’attuale congiuntura culturale e politica e richiedono risposte ponderate.

Obiettivo del percorso di riflessione è sondare la possibilità di convergere su una comprensione di una vita umana “degna” in un contesto di pluralismo di visioni, molte volte contrapposte sia nel dibattito pubblico sia negli orientamenti politici. Per usare l’immagine assunta da papa Francesco: passare dalla sfera al poliedro per superare assolutismi e individualismi. Il pluralismo è una ricchezza perché permette di comprendere la realtà secondo diverse sfaccettature. Il problema pare sia come trovare convergenze verso una “verità”, pur asintotica.
Lezioni interattive guidate

RESPONSABILE SCIENTIFICO
Prof. Mons. Giacomo Canobbio
Direttore Scientifico Accademia Cattolica

14
Dic
2022

Massimo Reichlin - Figure di vita umana “degna” nell’attuale contesto culturale

Mercoledì 14 Dicembre 2022 - 17:45

Massimo Reichlin
Professore Ordinario di Filosofia Morale
Università Vita-Salute San Raffaele Milano

Il contesto culturale dell'odierna riflessione sulla vita è segnato dall'enfasi che la bioetica ha posto sulla nozione di autodeterminazione individuale. Questo concetto prospetta un condividibile superamento della tradizionale concezione "paternalistica" del rapporto medico-paziente, ma, se enfatizzato in maniera unilaterale, comporta conseguenze discutibili; configura cioè un'immagine della vita degna come segnata dall'autosufficienza dell'individuo, dimenticando la relazionalità e la vulnerabilità che sono elementi costitutivi della condizione umana. La differenza tra il modello univocamente basato sull'autonomia e un modello che tiene conto delle suddette dimensioni si manifesta con chiarezza nell'ambito della gestione delle patologie neurodegenerative che portano a compromissioni anche radicali della capacità di coscienza e di autodeterminazione. La concezione della vita degna basata sull'autodeterminazione individuale non consente di scorgere il valore che la vita umana possiede anche in situazioni estreme, come quelle dello stato vegetativo e di minima coscienza. Difendere le ragioni della cura di questi pazienti comporta la difesa di un'immagine alternativa della vita umana degna.