Salvatore Abbruzzese - Verso un’identità “cattolica”

Relatore Salvatore Abbruzzese

Per anni il concetto di identità cattolica è rimasto inoperante. Con il declino di un tessuto culturale condiviso la dimensione religiosa si è sempre più situata sul piano dell’esistenza individuale che non su quello dell’appartenenza ecclesiale. In tal senso si è resa riconoscibile più nelle vite interiori dei singoli credenti che nella loro presenza rituale. Ad una simile dinamica, e nel contesto della più ampia società secolarizzata, si è aggiunto il progressivo venir meno delle ideologie; anche di quelle che, per una breve stagione (tra la seconda metà degli anni sessanta e la prima metà degli anni settanta del secolo scorso) hanno occupato il proscenio della politica nazionale.

Il contesto sociale e culturale dell’Italia contemporanea, spazzato dalle temperie della globalizzazione dell’economia e dall’internazionalizzazione dei processi formativi, ha posto il problema identitario generalmente inteso in una cornice inedita.

Si è andato infatti definendo, in Italia come altrove, un quadro asimmetrico, dove alla presenza crescente delle culture identitarie, soprattutto nell’ambito delle ondate immigratorie, si è sovrapposta una scomposizione delle identità culturali locali, in particolare presso i ceti economicamente e culturalmente più qualificati, posti sotto la pressione di una richiesta crescente di flessibilità professionale e formativa. Ciò ha condotto quest’ultimi non solo ad un progressivo disancoramento dalle culture nazionali, ma anche a sottoscrivere una crescita esponenziale dei diritti individuali, intesi come espressioni di un’autonomia soggettiva e di una sovranità decisionale rispetto a qualsiasi vincolo culturale o principio morale che pretendesse di precederli.

Per tale strada il problema identitario ha finito con il manifestarsi su due versanti diversi. Nell’ambito della società secolare il conflitto ha preso la forma della giustapposizione tra identità culturali diverse, ritrovatesi a convivere nello stesso spazio territoriale (spesso comunale, quando non addirittura condominiale). Nell’ambito dell’universo culturale alimentato dalla scomparsa di ogni progetto politico e mosso solamente dal primato dell’io, il confronto si è affermato invece sul piano dei diritti soggettivi, la cui autonomia viene oramai apertamente rivendicata dinanzi a qualsiasi vincolo, quale ne sia la natura: morale, culturale o fisico-naturale.

L’identità cattolica si trova pertanto a doversi articolare su due fronti tra loro nettamente distinti: quello del riconoscimento e del confronto con l’altro e quello del primato dei principi primi del diritto alla vita e della genitorialità collegata al genere naturalmente acquisito. Tra l’apertura all’altro inteso come ricchezza e la simultanea chiusura a qualsiasi tentativo di violare i principi primi dell’umano, si manifesta, in tutta la sua ampiezza, il dissidio profondo che separa l’universo religioso dal contesto della modernità avanzata con il quale si trova a convivere. Ma proprio in questo si manifesta anche l’enorme potenzialità alternativa che l’universo cattolico, visto come cultura dell’umano, finisce con il detenere, ed il ruolo prezioso e insostituibile che, in un simile contesto, si trova ad esercitare.

Salvatore Abbruzzese