Andrea Aguti - Verità religiose e libertà personale

Relatore Andrea Aguti, Professore Ordinario di Filosofia Morale Dipartimento di Economia, Società, Politica Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino

Senza nascondere la difficoltà a riflettere sulla questione della verità in ambito religioso, il prof. Andrea Aguti avvia la riflessione con una chiarificazione del concetto di verità che non è da intendere solo adaequatio rei et intellectus, secondo la classica definizione di Aristotele, ma anche coerenza ed efficacia. Nell’epoca della post-modernità, che relativizza la verità, il professore ribadisce, invece, l’importanza della verità, nonostante la difficoltà a raggiungerla con certezza, in ogni ambito del vivere, compreso quello religioso.

Le verità in ambito religioso, al di là del tentativo della secolarizzazione di diminuirne l’importanza, in realtà valgono più di tutte le verità degli altri ambiti, perché si collegano a problemi fondamentali dell’esistenza, quali: il senso della vita, il destino dopo la morte, il giudizio… In sostanza, le verità religiose si rifanno al problema della salvezza. Basterebbe ricordare il monito di Gesù: «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?». Tuttavia, anche in ambito religioso è difficile arrivare a sapere come stanno le cose, perché le religioni parlano di cose che non sono evidenti. Ci ricorda infatti la lettera agli Ebrei che «la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede» (Eb 11,1). È facile imbattersi, dunque, in opinioni diverse anche in ambito religioso e porsi domande alle quali è difficile trovare risposta: se siamo di fronte a tante verità possiamo pensare a una pluralità di verità che si orienta all’unità? È possibile che le diverse verità siano tra loro compatibili? Le verità religiose sono contraddittorie fra di loro e si escludono a vicenda? Oppure si può parlare di «sinfonia della verità» e «poligonia del vero»?

Nella discussione filosofica-religiosa sono stati formulati alcuni modelli di interpretazione: relativismo religioso, pluralismo religioso, esclusivismo religioso, inclusivismo religioso. Il modello maggiormente plausibile appare l’ultimo perché riconosce che non tutte le religioni sono uguali e tra di esse ve n’è una che propone una maggiore valenza veritativa.

La riflessione sulla verità sfocia poi necessariamente nell’interrogativo sulla libertà. La riflessione filosofica distingue una libertà negativa, quale assenza di costrizione, che invoca una libertà positiva, che consiste nella capacità di autodeterminazione. La verità in ambito religioso promuove o coarta la libertà personale? Molti pensatori della modernità hanno sostenuto che le religioni sono il più potente fattore di oppressione e di ostacolo allo sviluppo della libertà. Questa concezione è smentita, però, dal fatto che la storia ha visto anche regimi totalitari atei totalmente illiberali. Dobbiamo pure ammettere che, nel corso della storia, le religioni sono state strumenti di oppressione anche politica, ma non dobbiamo dimenticare anche il loro impegno per l’abolizione della schiavitù, e dunque a favore della libertà umana. Per la religione cristiana è illuminante l’insegnamento di Gesù: «La verità vi farà liberi» (Gv 8,32). Il problema spesse volte sta nel modo con cui queste verità vengono proposte e fatte valere. C’è un modo autoritario e dispotico, adottato frequentemente nel passato, e un modo dialogico, di confronto e ricerca del consenso. Il campo di tensione tra libertà, vita religiosa e libertà personale è riconducibile al riconoscimento di un’istanza superiore al soggetto a fronte di una concezione di libertà come autonomia radicale del soggetto, cioè come capacità del soggetto di disporre di se stesso senza riconoscere nessuna istanza superiore. Si devono evitare due estremi: quello di pensare che il riconoscimento della verità religiosa equivalga a una conformazione a un’autorità religiosa, e quello di concepire ogni istanza esteriore alla volontà del soggetto come un ostacolo alla libertà stessa (religione “fai da te”).

Mercoledì, 27 Maggio 2026 | Emilia Maestri