Angelo Bianchi - All’origine dell’Italia contemporanea: una lettura storico-sociale

Relatore Angelo Bianchi

Il tema dell’identità nazionale è ormai diventato uno dei principali elementi del dibattito politico e culturale. Da più parti si sente dire spesso che si deve difendere la “nostra” identità, minacciata dagli “altri”. Ma che cos’è l’identità nazionale?

Conviene anzitutto soffermarsi sul concetto di nazione. Esso ha avuto origine nel passaggio dal Medio Evo all’età moderna col venir meno dell’unità politica, rappresentata dall’impero, e dell’unità religiosa, assicurata dal cattolicesimo. La rottura più clamorosa si ebbe durante il 1500 con la riforma protestante. Cominciò un processo di secolarizzazione e insieme di “confessionalizzazione” delle religioni cristiane, sempre più definite come religioni nazionali. Tale processo, favorito dal rafforzarsi dei sovrani nazionali, ebbe il suo epilogo nella rivoluzione francese, in cui si stabilì che la sovranità spettava alla nazione che in tal modo diventava soggetto politico a tutti gli effetti. Di conseguenza si avviò non solo in Francia, ma in tutta Europa l’istruzione pubblica, volta a formare la nazione. A questa finalità concorsero i giornali, le gazzette e la letteratura in generale. Tale impegno educativo rappresentò la struttura portante del risorgimento italiano, ma anche dell’unificazione tedesca. Si ebbe la costruzione dell’identità nazionale con la distinzione fra amici e nemici o stranieri. L’identità nazionale è dunque frutto di una operazione proiettata verso il futuro. Spesso è immaginata o deformata in modo che serva a determinati progetti politici. Federico Chabod ha parlato di una “idea” di nazione e l’ha connessa all’anelito di libertà, profondamente sentito nel 1943-44. Benedict Anderson in un suo fortunato libro, uscito nel 1983, ha parlato di “comunità immaginate” mostrando come neppure i regimi comunisti totalitari nell’Asia orientale siano riusciti a sradicare il senso di appartenenza alla propria nazione. Georg Mosse ha descritto la funzione dell’idea di nazione nel processo storico che portò al nazionalsocialismo. Il concetto di identità nazionale è labile e facilmente strumentalizzabile. Molto più ricco e profondo è il concetto di civiltà. Essa è ancorata alla ricchezza della tradizione, aperta ai contributi estranei, capace di far tesoro della critica. Non è un caso che al momento della formazione delle nazioni italiana e tedesca la civiltà del rinascimento abbia esercitato tanto fascino.