Diego Fusaro - Tecnologia e nuove forme di alienazione

Relatore Diego Fusaro

Nei Manoscritti economico-filosofici Marx ha descritto l’alienazione del lavoratore che nell’economia capitalistica smarrisce la propria natura ed è dunque estraniato (Entfremdung). Egli però non ha messo in discussione la tecnica che ha visto sostanzialmente come neutra rispetto all’uso positivo o negativo fatto dall’uomo. Al contrario Heidegger ha colto nella tecnica stessa l’alienazione dovuta alla reificazione, alla riduzione della natura a cosa (Verdinglichung).

Già in Essere e tempo egli ha denunciato l’inautenticità, l’affermarsi della quotidianità media, caratterizzata dal chiacchiericcio. Dopo la famosa svolta (la Kehre) ha scorto come ulteriore conseguenza l’oblio dell’essere, ridotto a molteplicità di enti. A questo proposito ha criticato l’idealismo tedesco, che, a partire da Fichte, avrebbe concepito l’essere come mero oggetto posto dal soggetto e quindi nella sua piena disponibilità. Questa visione sarebbe stata condivisa da Marx, come dimostrano le sue critiche a Feuerbach, quando nell’Ideologia tedesca dice che la natura in sé esiste soltanto in qualche isola corallina di recente formazione. In generale la natura è ridotta a oggetto di trasformazione umana. La continuità del pensiero di Marx con l’idealismo è stata peraltro riconosciuta anche da Giovanni Gentile. Nella critica di Heidegger alla tradizione filosofica occidentale emerge la sua diagnosi dell’alienazione, costituita dalla tecnica. Un’aggiunta preziosa si potrebbe avere dalle riflessioni di Hans Blumenberg che, rifacendosi a Husserl, ha mostrato un altro aspetto dell’alienazione moderna: l’accelerazione dei ritmi del mondo che creano uno iato sempre più profondo col tempo della vita. Tale accelerazione connessa all’impeto rivoluzionario (da Robespierre a Marx) e alla fede nel progresso si è basata sulla fiducia illimitata nella prassi umana. Eppure oggi questa fiducia è in crisi e ci obbliga a un ripensamento complessivo.

Bibliografia: Kostas Axelos, Marx e Heidegger, Napoli, Guida 1978;Hans Blumenberg, Tempo della vita e tempo del mondo, Bologna, Il Mulino 1996;Martin Heidegger, Essere e tempo (1927); György Lukacs, Storia e coscienza di classe, Milano, SugarCo 1988; Karl Marx, Manoscritti economico-filosofici (1844); Ideologia tedesca (1845-46).

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MARX antidepressivo

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Aessere alienata è sempre di più la stessa percezione del tempo. Ed è sudi essa che s’è soffermato Diego Fusaro nei suoi saggi.

La spaesatezza diviene un destino mondiale. Per questo è necessario pensare questo destino in relazione alla storia dell’essere. Ciò che Marx, partendo da Hegel, ha riconosciuto in senso essenziale e significativo come alienazione dell’uomo, affonda le sue radici nella spaesatezza dell’uomo moderno (…). Poiché Marx, nell’esperire la alienazione, penetra in una dimensione essenziale della storia, la concezione marxista della storia è superiore a ogni altra “storiografia”».

Se la tecnologia è alienazione

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Appuntamento all’Accademia Cattolica

Domani pomeriggio alle ore 18,00, nella sede dell’Accademia Cattolica, in via Gabriele Rosa, 30, Diego Fusaro, docente di storia della filosofia presso l’Università “Vita – Salute San Raffaele” di Milano terrà una conferenza sulle “Tecnologie e le nuove forme di alienazione oggi”.