IDENTITÀ MINACCIATA O RITROVATA?

Da qualche decennio, soprattutto di fronte al fenomeno migratorio, serpeggia nel nostro Paese un senso di paura: il timore di essere spogliati dei nostri valori, siano essi culturali, politici, etici o religiosi. Da qui la proposta assillante di difendere la propria identità erigendo barriere. Se la paura collettiva, come ogni fenomeno sociale, non è da sottovalutare, l’idea di identità sottostante appare però priva di spessore storico. Dimentica infatti che nessuna identità, neppure quella nazionale e culturale, è statica, ma è frutto di un processo mai compiuto, nel quale entrano molteplici fattori. Prestare attenzione alla formazione, ma anche all’obnubilarsi, della propria identità richiede memoria storica, discernimento e consapevolezza critica. Un popolo, una nazione, un gruppo sociale, una persona sono sempre frutto di una eredità, ma pure di scelte operate in base a visioni antropologiche e radicate in culture e religioni, esse stesse sottoposte a un continuo processo di rilettura e adattamento a nuove congiunture sociali, ambientali, politiche ed economiche. Avvengono così integrazioni di elementi che di primo acchito sembravano incompatibili, ma poi, gradualmente, si mostrano arricchenti.

Data la circolarità tra identità nazionale e personale, il percorso si articola in due momenti. Anzitutto si approfondirà la nostra identità nazionale, che costituisce anche l’humus in cui nasce e si sviluppa l’identità personale. Si esamineranno storicamente i processi degli ultimi due secoli per individuare quali abbiano contribuito a costruire la nostra identità e insieme ne abbiano espresso i caratteri. In questa disamina si includono elementi di carattere letterario, politico, religioso, artistico con attenzione alle aperture e agli influssi provenienti da altri mondi. In un secondo momento, inscindibilmente connesso al primo, saranno evidenziati i processi di carattere psicologico, morale e religioso che contribuiscono a costruire e, rispettivamente, a custodire l’identità della persona. Sullo sfondo dei due momenti sta una riflessione di carattere filosofico tra essere e divenire, in continuità col programma 2017-18, che ha avuto come focus la relazione. È nelle relazioni che l’identità si costruisce e si custodisce. Michel de Certeau, con acutezza, mostrava che non si è mai senza l’altro ed è lasciando spazio all’altro che diventa possibile costruire se stessi: mentre si esce da sé, ci si ritrova nella forma prima non immaginata, che porta in sé potenzialità nuove. Si tratta di mettere in atto un processo di demistificazione superando una difesa di sé mortificante per creare spazi di “cattolicità”, nei quali le ricchezze di ciascuno, sia esso popolo o persona, diventino patrimonio di tutti.

DESTINATARI
Il ciclo di incontri, gratuito ad accesso libero, è rivolto a tutte le persone interessate, accreditato ECM per l’area sanitaria. Ai docenti verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido ai fini consentiti dalla legge.


28
Mar
2020

Flavio Terragnoli, Tino Bino - L’identità nascosta: la malattia come velo

Sabato 28 Marzo 2020 - 9:15

Tino Bino
Già Docente Economia della Cultura
Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia
Direttore Casa Editrice La Quadra
Editorialista del Corriere della Sera, edizione Brescia

Flavio Terragnoli
Direttore Dipartimento Ortopedia e Traumatologia
Fondazione Poliambulanza Brescia