Stefano Pareglio: “Economia ed ecologia”

Stefano Pareglio: “Economia ed ecologia”

Conferenza di Stefano Pareglio: “Economia ed ecologia”.

Per decenni si è ritenuto che alle imprese fosse assegnato unicamente il compito di realizzare prodotti e servizi impiegando al meglio le risorse per accrescere i risultati economici e patrimoniali.

Quest’approccio non ha più il consenso che aveva in passato. Numerosi casi concreti suggeriscono l’esistenza di un fondamento economico per una risposta di mercato (profit) a problemi socio-ambientali che interessano le comunità locali e globali, in un’epoca caratterizzata da mega trend quali il cambiamento climatico, la rapida urbanizzazione, lo sviluppo tecnologico e digitale.

La sostenibilità ambientale ricopre un ruolo – sempre più – centrale per il business: ciò è il risultato di processi complessi, riconducibili a mutamenti politici, economici e sociali intervenuti negli ultimi 20-30 anni.

In primo luogo, sul finire del secolo scorso, la rapida globalizzazione ha portato i mercati a integrarsi molto più velocemente delle istituzioni, creando una sproporzione tra il potere delle grandi compagnie e quello dei governi e delle autorità sovranazionali di regolamentazione dei mercati. Comportamenti non etici o fraudolenti di alcune multinazionali hanno inoltre concorso a ridurre la fiducia da parte di larghi strati della popolazione, imponendo alle imprese la necessità di ricostruirsi una reputazione. In quest’ottica, dimostrare un effettivo impegno per la tutela dell’ambiente costituisce un buon viatico.

In secondo luogo, l’inerzia dei governi rispetto alla crescente influenza del business sull’economia e sulla società ha causato una crescente insoddisfazione verso la classe dirigente, creando l’esigenza di nuove forme di partecipazione politica. L’apertura delle imprese all’ascolto e alla cooperazione con i vari stakeholder va in questa direzione.

In terzo luogo, il maggiore benessere materiale raggiunto nei paesi sviluppati, e in parte in quelli in fase di rapido sviluppo, ha comportato l’emergere di nuovi bisogni, sia per ragioni etico-morali, sia per il rilievo acquisito dalla qualità dell’ambiente e delle relazioni sociali in una società più affluente. Questi cambiamenti si traducono anche attraverso scelte di consumo, inducendo le imprese ad adattarsi alla domanda sociale per mantenere competitività sul mercato.

Da ultimo, la grave crisi finanziaria e le sue conseguenze hanno messo in luce improvvisamente le debolezze e gli squilibri del sistema economico-finanziario contemporaneo. In particolare, si sono levate numerose critiche alla scarsa profondità dell’orizzonte temporale adottato dalle imprese, a scapito della stabile creazione di valore nel lungo termine.

Inoltre, la crisi ha ridimensionato la generale fiducia nella capacità di autoregolazione dei mercati ed evidenziato la necessità di gestire i rischi sistemici da parte delle autorità sovrane. La percezione della vulnerabilità di imprese e finanza rispetto a rischi economici, ma anche ambientali sociali e politici, è alla base della diffusione di misure macro prudenziali e standard internazionali di condotta e di rendicontazione. Le imprese sono dunque chiamate a rispondere a normative, a migliorare la gestione del rischio e ad adottare strategie di lungo periodo; in generale a rispondere a un maggior numero di stakeholder e su un più ampio spettro di temi rispetto al passato.

La sostenibilità, per le imprese, significa dunque espandere il proprio ruolo nella società e nel tempo. Esistono numerosi approcci e concezioni della sostenibilità, che hanno reso il tema ormai un mainstream. Il tradizionale concetto di Corporate Social Responsibility è stato in larga misura superato: la filantropia ha lasciato spazio a numerosi paradigmi che puntano a integrare i criteri ESG nelle strategie aziendali, nella consapevolezza che essi costituiscano un plus valore nel lungo periodo.

Se è, infatti, ormai acquisito che adottare strategie di sostenibilità ha conseguenze positive sulla reputazione nel breve periodo, è allo stesso modo crescente la consapevolezza dei benefici che ne derivano in termini di competitività nel medio periodo e di resilienza nel lungo. Il concetto di resilienza, ossia l’abilità di riconoscere e rispondere con tempismo a radicali cambiamenti nel contesto in cui le aziende operano, assume particolare rilevanza considerando che fattori come le preferenze delle nuove generazioni e il mutamento dell’approccio degli investitori accelerano i trend destinati a cambiare il profilo delle società a livello mondiale. Il tema del cambiamento climatico è uno di questi, e le indicazioni fornite dalla Task-Force on Climate-related Financial Disclosures del Financial Stabily Board costituiscono un interessante esempio di come le imprese possano dotarsi di strumenti e strategie di lungo periodo per affrontare con successo le trasformazioni in corso.

Caratteristiche dell'evento

Inizio evento Mercoledì 21 Febbraio 2018 | 18:00
Posti Illimitato
Luogo Sede Accademia Cattolica