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Programma dell’Accademia Cattolica di Brescia 2016-2017
Quasi a completare il programma degli anni precedenti relativi all’umano, appare opportuno prestare attenzione al tema del diritto/diritti in relazione alle richieste sempre più frequenti di riconoscimento dei diritti delle persone. Il dibattito suscitato dalla legge Cirinnà sulle unioni civili sembra essere sintomo di una tendenza presente nella società attuale sia in Italia sia nei Paesi tecnologicamente avanzati. A scanso di equivoci, non si tratta di discutere su questa legge, bensì su quanto essa e il dibattito connesso hanno fatto intravedere: la dilatazione dell’idea di diritto. La tradizione ha legato il tema dei diritti prima alla natura umana (ogni persona è soggetto di diritti, che però non coincidono con i ‘desideri’), poi (cronologico, ma anche assiologico) alle acquisizioni connesse con la concezione di società: la consapevolezza che tutte le persone sono soggetti attivi nella società ha prodotto un ampliamento dei diritti (non solo a vivere, ad essere sani, a scegliere i propri orientamenti vitali, ma pure a contribuire all’organizzazione della vita sociale: associarsi, esprimersi). Il nesso tra diritti e libertà pare essere diventato particolarmente stretto, sicché con la variazione del concetto di persona (identificata con individuo) e di libertà (affermazione di sé senza vincoli), si è prodotta una variazione del concetto di diritti. Con detta variazione è cambiata anche la concezione di legge: questa dovrebbe garantire i diritti dei cittadini; coerentemente lo Stato dovrebbe legittimare quanto i cittadini richiedono come propri diritti. Diventa pertanto più difficile legiferare e anche le Costituzioni sono richieste di modifiche non tanto in vista di un miglioramento della società, bensì per avallare l’ethos in modo che questo sia legalmente riconosciuto. Se i diritti non hanno più una radicazione ‘ontologica’ nella persona, la cui identità non coincide con l’opinione della maggioranza dei cittadini, si registra uno scollamento tra diritti ed etica in forza del nesso tra diritti ed ethos.

Per l’anno 2010-2011, a partire da un approfondimento di tale rapporto nelle religioni monoteiste – cristianesimo, ebraismo, islam -, è previsto un confronto di alcuni modelli presenti nei paesi occidentali (Canada, USA, Francia, Italia), per poi passare allo studio dei problemi che si pongono in relazione alla libertà religiosa nel contesto dei diritti fondamentali stabiliti della Convenzione europea dei diritti dell’uomo,quindi all’analisi dell’esperienza di integrazione dei turchi in Germania, per finire con una tavola rotonda sulle prospettive che si profilano in Italia a proposito del tema, tenendo conto dei flussi migratori, delle proposte di legge e degli orientamenti politici.

Per l’anno 2011-2012 si intende focalizzare l’attenzione sulle interpretazioni teoriche del rapporto tra religioni e convivenza civile con particolare riferimento ad alcuni pensatori quali R. Rorty, J. Rawls, J. Ratzinger, J. Haberman, R. Guardini.

Accademia Cattolica in collaborazione con Università degli Studi di Brescia, Università Cattolica – Sede di Brescia, Cooperativa Cattolico Democratica di Cultura

All’inizio del primo libro della Metafisica Aristotele annota che ogni uomo desidera conoscere. L’oggetto della conoscenza è l’universo inteso non semplicemente come cosmo, bensì come totalità dell’esistente. In essa la persona umana occupa un posto di rilievo e non in forza dell’idolatria de sé che connoterebbe gli umani, ma perché la medesima persona, come direbbe san Tommaso, sta al confine tra due mondi: quello materiale e quello spirituale.

E chi è in grado di dire cosa sia l’umano? Su di esso si esercitano le diverse forme di sapere, a volte ciascuna con la pretesa di costituirsi parametro definitivo della verità. Sicché si rischia di far diventare una metodica l’unica in grado di rispondere alla nostra domanda, mentre ogni metodica coglie un aspetto, che in quanto tale ha bisogno di essere integrato nella complessa unità. Chiunque voglia dire cosa sia l’umano non può che aprirsi ad altre prospettive senza pregiudicare a priori quanto le diverse metodiche riescono a cogliere del fenomeno umano. Nel momento attuale pare sia soprattutto il pensiero scientifico a porsi come criterio principe del sapere. Non a caso quando si usa il termine “scienza” si intende immediatamente il sapere scientifico, che avrebbe destituito della loro pretesa totalizzante quello filosofico e quello teologico.

Conflitto di saperi o non piuttosto convergenza possibile di essi? Questa è la sfida che l’Accademia Cattolica di Brescia vuole affrontare nell’anno 2014-2015 insieme con le due Università e la CCDC. L’itinerario previsto dal programma comporta questioni di carattere epistemologico, attinenti cioè ai presupposti, alle metodiche, ai risultati del sapere scientifico. Nel comune modo di pensare questo è ritenuto semplice constatazione dei fenomeni e quindi riproposizione di essi in modelli, descrizioni, proposizioni. In genere pare non si rifletta in forma adeguata sulla struttura del sapere scientifico con la conseguenza di lasciare a esso l’ultima parola anche quando si tratta della vita umana. Il caso più evidente delle implicazioni di tale orientamento si ha nelle neuroscienze, che sono la nuova frontiera del sapere l’umano. Qui in alcune correnti si mette in discussione la complessità dell’umano attribuendo ai processi neuronali azioni che nel passato venivano pensate originate in un principio spirituale, l’anima.

La conseguenza è che responsabilità e libertà, elementi correlati e distintivi dell’umano, non trovano più posto nella considerazione di quell’essere particolare che è capace di pensare, amare, parlare, pregare. Le ricadute giuridiche di questo esito sono facilmente verificabili. Così le ricadute nelle cure mediche, mentre per altro verso si sta considerando la necessità di una medicina olistica. Si profila pertanto un plesso di questioni difficilmente eludibili. L’Accademia intende affrontarle con spirito aperto, appunto cattolico, nella consapevolezza che la posta in gioco è troppo alta per lasciarla solo ai divulgatori. Res nostra agitur: per questo non possiamo non interrogarci su cosa resti dell’umano quando il pensiero scientifico diventa l’unico signore nella enciclopedia dei saperi.
don Giacomo Canobbio

Da ottobre a dicembre 2014

  • 2 Ottobre - ore 18:00: Il ritorno del naturalismo nella cultura contemporanea (Prof. Mario De Caro – Università di Roma Tre) – Aula dell’Archivio storico diocesano – Via Gabriele Rosa 30 – Brescia.
  • 6 Novembre ore 18.00: La recezione del pensiero scientifico contemporaneo nella filosofia e nella teologia. (Prof. Enrico Giannetto - Università di Bergamo e Giuseppe Tanzella Nitti - Pontificia Università di Santa Croce – Roma) - Aula dell’Archivio storico diocesano – Via Gabriele Rosa 30 – Brescia.
  • 4 dicembre ore 18.00: La recezione del pensiero scientifico contemporaneo nel comune modo di pensare. (Prof. Fausto Colombo Università cattolica – Milano) - Aula dell’Archivio storico diocesano – Via Gabriele Rosa 30 – Brescia.

Da gennaio a marzo 2015

  • 15 gennaio 2015 ore 18.00: La scienza è priva di presupposti? Una lettura dei presupposti del sapere scientifico (Prof. Jacques Arnould, Centre national d'études spatiales, Paris) - Aula dell’Archivio storico diocesano – Via Gabriele Rosa 30 – Brescia.
  • 29 gennaio 2015 ore 20.45: L’uomo nell’universo (P. José Funes, Direttore della Specola Vaticana) – Oratorio della Pace – Brescia.
  • 05 febbraio 2015 ore 17: La Matematica: una scienza priva di valore antropologico? (Prof. Marco Degiovanni – Università Cattolica – Sede di Brescia) – Aula Magna – Via Trieste – Brescia.
  • 12 febbraio 2015 ore 17: La Fisica: una scienza priva di valore antropologico? (Prof. Giuseppe Nardelli – Università Cattolica – Sede di Brescia) – Aula Magna – Via Trieste – Brescia.
  • Sabato 21 marzo ore 9.00: Neuroscienze: quali scenari e quali ricadute antropologiche, etiche, giuridiche? (Prof. Enrico Cherubini - Professore della SISSA di Trieste – Prof.ssa Laura Boella Università di Milano - Prof. Amedeo Santosuosso - Università di Pavia) – Sala Consiliare della Facoltà di Medicina, Viale Europa 11

Da aprile a giugno 2015

  • Sabato 18 aprile ore 9.00: Medicina e tecnica: i risvolti antropologici della tecnica in medicina, (Prof. Piero Nicolai - Facoltà di medicina dell’università di Brescia – Prof. Gennaro Nuzzo - Facoltà di Medicina dell'Università Cattolica e Direttore Scientifico di Fondazione Poliambulanza) – Sala Congressi Fondazione Poliambulanza – Brescia.
  • Sabato 16 maggio ore 9.00: Che cosa resta dell’umano oggi? (Aurelia Galletti, docente alla scuola di psicoterapia di Milano e di Brescia; Antonio Autiero - Università di Münster, Massimo Bucciantini - Università di Siena, Prof. Francesco Remotti - già professore ordinario di Antropologia culturale nell’Università di Torino). – Salone Vanvitelliano – Piazza Loggia - Brescia

La sintesi conclusiva dei lavori sarà esposta ai primi di giugno da mons. Giacomo Canobbio.