Seminario - Le religioni in età post-secolare. Confronto tra J. Habermas e C.Taylor

Seminario - Le religioni in età post-secolare. Confronto tra J. Habermas e C.Taylor

Martedì, 15 Novembre 2011. Luigi Voltolini categoria/e: 2011 - 2012

La nostra avrebbe dovuto essere un’età post-cristiana, contraddistinta in modo irreversibile e a tutto tondo dalla secolarizzazione. Secondo taluni. Altri dicono diversamente. Vanno affermando una improbabile rivincita di Dio, più verosimilmente di un’astorica Tradizione ipostatizzata, sogno forse di un’età della Deferenza. Eppure un dato reale sembra imporsi.

L’irruzione in Occidente, in un contesto senza più ideologie forti cui ancorarsi, segnato dalla globalizzazione economica e dell’informazione, della dirompente energia dell’Islam. Puntuali scattano quei meccanismi tristi che sono le reazioni prive di mediazioni. Solo le religioni (la lettera più dello spirito) possono offrire un legno cui aggrapparsi, nella navigazione per l’alto mare del nuovo millennio post-ideologico.
Punto e a capo. Siamo allora in un’epoca post-secolare? O già tale rincorsa nell’uso del “post” rivela un’incertezza – una confusione – sulla condizione storica in cui ci troviamo? E, in ogni caso, su cosa sia autenticamente la religione, pensata e vissuta dentro la contemporaneità? Allora qual è il reale destino della religione nel nostro tempo? Cosa ci è dato sapere al riguardo? Davvero dobbiamo rassegnarci ad essere sospinti da un estremo all’altro? E via di seguito con le domande: di quale contemporaneità parliamo, poi? quali sono i tratti che la contraddistinguono? dentro di essa, infine, la religione è solo agita o sa essere propulsiva e fattrice?
L’intento del Seminario coordinato dal Prof. Paolo Costa, promosso dall’Accademia Cattolica – il primo di una serie di quattro, che vedrà succedersi altrettanti eminenti studiosi, nel tentativo di mettere a fuoco gli snodi teorici del plesso “religione e vita civile” – è quello di avviare una riflessione su tale intreccio di problemi e di questioni. A tal fine verranno prese in considerazione le differenti prospettive di pensiero di J. Habermas e C. Taylor, le cui riflessioni proiettano un cono di luce sul tempo che viviamo e sul ruolo che in esso svolge e può svolgere la religione (le religioni). La convinzione sottesa al Seminario è che ci troviamo di fronte a due interpreti paradigmatici della contemporaneità e, in essa, della religione. Il punto d’approdo potrebbe invece condensarsi nella domanda che segue: “Qual è la reale posta in gioco che emerge al riguardo dal dibattito tra Habermas e Taylor?” A tale quesito il Seminario si propone di fornire gli elementi per una risposta. Si tratta infatti di un posta che è certo speculativa e teoretica, ma anche pratica. Ne va in definitiva non solo di una dimensione fondante e concreta dell’uomo, quale quella religiosa, ma altresì delle ripercussioni che essa ha nel tessuto della vita civile e pubblica.

Relatori

Paolo Costa

Sono nato a Milano nel 1966. Ho studiato filosofia all’Università Statale, dove a partire dal terzo anno ho collaborato con Emilio Agazzi e la sua équipe di studiosi. Dopo il suo ritiro anticipato per motivi di salute, mi sono laureato con Laura Boella. Nella tesi di laurea ho unito il mio interesse per Jürgen Habermas a quello per l’opera di Hannah Arendt, analizzando le differenti concezioni del linguaggio dei due autori e il nesso con le loro concezioni della sfera pubblica.

Accademia Cattolica di Brescia

  • Brescia
    Via Gabriele Rosa n.30

Follow Us